Con tutta questa gente intorno

Pubblicato su L’inquieto d’anzia a maggio 2015

Michele rientra in città quando gli operai in fondo alla strada sono già all’opera per risolvere 11425477_525715950912347_5143234923577866958_nil problema dei black out (il solito fortunato, pensa Marta). In quel momento è appena tornata la corrente e Michele la prende in giro usando il citofono: “Ma allora non è vero che siamo nel medioevo!”.

Ha accompagnato Luca al campo scout ed è rimasto con lui per il fine settimana. Alla porta è entusiasta, dice che gli è bastata quel po’ di attività all’aria aperta per sentirsi più sgonfio, che gli è venuta voglia di mettersi lo zaino in spalla e fare il giro del mondo.

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Fatti una risata

Pubblicato sul n. 16 di Colla – una rivista letteraria in crisi ad aprile 2014.

Fatti una risata, facebook ancora mi consiglia cose del tipo: collaManda un messaggio privato a Carla, Riallaccia i tuoi rapporti con Carla, È molto che non contatti Carla, Contatta Carla. La cosa comica è che mi capita così di rado di pensarti che per la maggior parte dei giorni è come se tu non fossi mai esistita, malgrado ciò clicco sul link e navigo un po’ nel tuo account. È diventato un mausoleo colmo di messaggini vomitevoli. Guardo le tue foto, non c’è alcun riferimento a me. Non ridere adesso ma devo dire che un po’ ci contavo. Cerco tra i tuoi amici di facebook il contatto di Rosaria, che al tempo credevo fosse l’unica a sapere di noi. Quanto n’è passato di tempo? Sappi che non è successo niente di speciale intanto. Io sono ancora qui, in questo momento anzi sono proprio dov’ero quando l’ho saputo: davanti al computer a masturbarmi con un porno in streaming… [continua a leggere]

Come la prima volta

Pubblicato il maggio 2012 su Granta Italia on line

Me la ritrovo davanti in autobus, mentre vado a lavoro al policlinico. È una ragazzina, non dovrei fissarla così, ma tumblr_lmfmenvtWU1qaychh1sono catturato da una sensazione di familiarità che non capisco. È come se tutti quelli che le stanno intorno fossero piombati nel buio e, dall’alto, un faro la illuminasse tra la folla, solo per me.

Alla prima fermata mi faccio spingere verso di lei dalla corrente di pendolari in entrata. Osservo l’uomo al suo fianco, ha la mia età e da quello che si dicono, deve essere il padre, perché comincia ogni frase con un «Di’ a tua madre». È lui che conosco? Possibile. Avremmo frequentato la stessa l’università o chissà cos’altro, penso, ma è lei che continuo a guardare. [continua a leggere]

Che poi dice: la paura di Piero…

Monologo (durata 1:10′) portato in scena nell’inverno 2006 nella formula “uno spettatore, un attore, una storia”

Piero è morto con stampato in faccia un sorriso “come di superiorità, di menefreghismo nei confronti di tutto e tutti”. Accompagnato da un pittoresco impiegato dell’Ufficio Aldilà, percorre il lungo corridoio che lo separa dalla stanza del suo giudice, “un corridoio bianco e lungo, lunghissimo, che poi dice la paura di Pierodel quale addirittura sembrava non vedere la fine e che si perdeva in un’abbagliante foschia”. Durante il tragitto ripensa alla sua vita, cercando scuse o attenuanti per ogni comportamento scorretto, cercando di prevedere in anticipo le domande che gli saranno poste.

Non fa i conti però con il quesito più importante: Chi è il suo giudice? è solo quando lo guarderà negli occhi che Piero si toglierà da faccia il sorriso e comincerà ad aver paura.

“Che poi dice: la paura di Piero” ha il chiaro intento di fare l’apologia della generazione X ed al contempo la diffamazione dei singoli individui che la compongono.

Nel 2007 partecipa al festival internazionale Mercanti a Certaldo nella sezione Affabulatori.

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