#cadillac8 Solo chi va all’oratorio si ribella con il rock

Una dozzina di anni fa ho letto un pezzo di Natalia Ginzburg (quando ancora non era la mia scrittrice preferita) sulla necessità di non dire a i bambini che dio non esiste, anche da parte di genitori atei. Bel pezzo, pensai mentre la bollavo in maniera un po’ superficiale come catto-comunista. Per quel che riguarda dio, io, sono stato cresciuto in maniera distrattamente atea.

Senza mettermi ad approfondire, dico solo che non ho avuto alcun bisogno di arrivare a teorizzare la non esistenza di dio, perché non me ne hanno mai fatto percepire l’esistenza. Frasi del tipo “altrimenti Gesù bambino piange” non sono mai entrate a casa mia, e neanche di più elevate. Ma forse sto dando l’idea di genitori pragmatici o peggio ancora hippy o di altro tipo ancora, di quelli che Drago chiama olistici-evangelizzatori.
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#colla18 – I giorni

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C’è un albergo, una  famiglia che aspetta che passi la tormenta e ci sono i lupi.
I giorni, di Martin Hofer è il primo racconto che leggo del n. 18 di Colla. È bello. Mentre lo leggi ti viene freddo anche se fuori di sono quaranta gradi.

Passo il tempo fra i corridoi dell’albergo. Giro a vuoto, immagino di esplorare. Faccio finta di non esserci nato e cresciuto, qua. […] perlustro stanze inselvatichite dall’umidità. Una volta alla televisione hanno detto che un materasso può quadruplicare il suo peso, nel corso degli anni.
Una stratificazione incessante di pelle esausta, forfora, sudori e respiri condensati. Uno sopra l’altro, disposti in ordine di morte, testimonianze epidermiche di ospiti di passaggio, sonni frugali, invecchiamenti microscopici.

Il giorno prima dell’inizio della tormenta arriva uno strano ospite, con una valigetta che non molla mai.
Leggi il racconto su Colla – una rivista letteraria in crisi

#l’inquieto – l’occhio nell’ano

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…scopare la donna di un amico. Dei miei tre capisaldi morali quest’ultimo era senza dubbio il più stupido, eppure io non riuscivo a liberarmi di quel precetto stile dieci comandamenti.

Questo racconto di Simone Lisi, illustrato da Luca Lenci è sul n. 5 de L’inquieto. Mi ha lasciato un bel ghigno sulla faccia per l’intera giornata. Non posso dire nient’altro.

Leggi il racconto su  l’inquieto, periodico attacco d’anzia