Prima che il vento si porti via tutto

KidGunMario Schiavone di inkistolio.com mi aveva promesso di smontare American Dust. – Fammi venire voglia di rileggerlo, – lo avevo sfidato. Lo ha fatto e sono sicuro che sarà lo stesso per voi:


American Dust- Prima che il vento si porti via tutto

Questo bel libro l’ho scoperto per caso, portandolo a casa dopo essermi innamorato del titolo, un pomeriggio d’estate in cui ero al paese natio di mia madre e mi trovavo nella piazza centrale di fronte alla chiesa. Mangiavo caramelle zuccherate per sentirmi meno solo e fissavo un uomo senza gambe che vendeva libri seduto dietro una grande bancarella.

«Venite, fermatevi. Comprate un libro oggi e sarete felice anche domani. »

Così diceva quell’uomo, ma la gente continuava a entrare in chiesa o a salire verso il corso del paese senza fermarsi. Tutte quelle persone non si fermavano neanche per notare che ad allestire tendone e bancarella ci pensava un polacco alto e muscoloso che per conto dell’uomo senza gambe guidava il furgone, disponeva i tavoli espositivi, tirava i libri dai cartoni e allargava l’ombrellone per dare ombra all’intero negozio ambulante. Il polacco faceva tutto quello che gli toccava fare senza capire una parola d’italiano. Lui e l’uomo senza gambe parlavano a gesti o in un inglese fatto di verbi all’infinito. Niente da fare, sono sempre lento nelle cose che faccio e dico, provo a perdermi per altre strade. Non fateci caso, lo faceva pure mio nonno: diceva sempre che tutti i fatti che raccontiamo noi umani sono come un pezzo di terra  composto da tanti solchi: quando devi irrigare non sai mai da quale solco cominciare a gettare acqua.

51XI85aUegL._SX258_BO1,204,203,200_Il romanzo di cui sto per parlarvi si apre con una frase che contiene la parola “pomeriggio” e conclude la riga di chiusura dell’intera storia con la parola “casa”. A dirla tutta, a girare poco intorno alle cose e a dirle come stanno senza pensarci due volte, questo libro può essere contenuto in queste due parole che profumano di famiglia e calore pure se il libro – a tenerlo troppo in mano dopo averlo letto– comincia a diventare freddo. Il volume di carta cambia la sua temperatura, e altro non può fare, in ragione del fatto che la vita e la morte s’incrociano in questo libro danzando prima a braccetto e poi scambiandosi un bacio amaro e distante come due amanti che diventano nemici. Che cosa significa tutto questo? Provo a spiegarmi meglio. Richard Brautigan in questo libro ha raccontato tutto quello che offriva quel buffo e incredibile Paese chiamato America concentrandolo in un solo ricordo d’infanzia. Se è vero che ci sono canzoni mal cantate, lettere da grafomani, baci da incapaci,  magliette puzzolenti e bustine di pop corn troppo salato e poi ancora visioni di film porno troppo finti(rubati ai cugini più grandi) a ricordarci – una volta divenuti adulti- che l’infanzia non tornerà mai più; insomma se tutto questo è vero forse è ancor più vero che ci sono gesti isolati che finiscono nel buco nero della nostra infanzia e che finiamo per rimuovere dalla memoria come  sabbia sollevata dal vento.

RB00W-ODPer Richard Brautigan quella sabbia è rimasta lì sul terreno senza mai farsi prendere né dal vento né dal tempo. Granelli che pesano fino a schiacciare l’anima.  Prova incontrovertibile di questo peso è l’estro narrativo con cui l’autore ha dato tutto se stesso scrivendo il suo ultimo libro, pur di cimentarsi in  una storia che avrebbe potuto parlare di tante cose e invece non fa altro che dipingere, in appena un centinaio di pagine, un quadro in cui vediamo: il pomeriggio pensieroso di un bambino, e il campo di mele in cui si è consumato un dramma che pare davvero fermare il tempo.

Per il resto, di tutto quello che c’è nel libro: la seconda guerra mondiale appena finita, quei tipi che arrivano tutte le sere d’estate (e che dopo aver scaricato divano, tavolino  e lampade sul ciglio di terreno che costeggia il corso d’acqua si mettono a pescare), i bambini che vendono vuoti di bottiglie per ricavare soldi con cui comprare hamburger … Di tutto questo potete fare a meno. Perché, per me che ho letto questo libro quasi dieci anni fa, vi garantisco che la vostra memoria, col tempo, farà a meno di tutte queste deliziose immagini. Si legherà,  come si legano i nostri ricordi a qualcosa che ci lascia sempre a bocca aperta o a cuor vibrante-accelerato, a un’immagine eterna che vede un bambino solitario capace di desiderare non un hamburger ma una scatola di proiettili prima. E di desiderare, dopo che il vento si è portato via tutto, che ognuno di quei proiettili tornasse  di nuovo nella sua scatola.   Com’è che diceva il vecchio senza gambe che vendeva libri assieme al polacco?

«Venite, fermatevi. Comprate un libro oggi e sarete felice anche domani. »

Ecco, qui e ora e prima che il vento si porti via tutto, a me vien da pensare:

Andate. Fermatevi in una libreria di altri tempi e comprate questo  libro di Brautigan, oggi. Dopo averlo letto sarete felici non solo domani, ma dopodomani e dopodomani ancora. Perché la buona letteratura non se la porta via neanche il vento.  

American Dust- Prima che il vento si porti via tutto

(di Richard Brautigan, Isbn Editore, lo trovate in biblioteca o nelle migliori librerie indipendenti che vendono remainders).

Mario Schiavone – inkistolio.com


Mario Schiavone è nato ad Aversa nel 1983, ha vissuto tra Casal di Principe e Agropoli. Ha collaborato, in qualità di autore, per la radio scrivendo per: Radio Flash Torino e Radio Rai Web 7 di Roma. Ha scritto per il teatro (selezionato per la rassegna teatrale L’arte del racconto, edizione 2011, curata da Massimiliano Palmese). Scrive racconti e interviste per diverse riviste letterarie on line: Tornogiovedi, Nazione Indiana, Unonove,Poetarum Silva, Neobar e altre. Nel 2011 ha pubblicato con Epika Edizioni un racconto lungo “Binario 24”, diventato poi e-book nel 2013. Tiene corsi di scrittura creativa per adulti e bambini presso alcune librerie campane, in modo del tutto volontario. Ha fatto il libraio in molte città italiane pur restando un precario. Pessimo giocatore di scacchi ma capace di mantenere record imbattibili sul game-boy Nintendo. Non beve, non fuma, non fa tardi la sera e di tanto in tanto va a leggere Moby Dick al cimitero. In passato faceva il boy-scout. Al momento, mentre sceglie cosa farà da grande, sogna di salvare le balene.

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