Ebbene: Tolstoj choke on the beach

L’interlocutore immaginario di questo post afferma che in spiaggia non vede mai nessuno leggere Tolstoj ma solo Fabio Volo e varie sfumature di porno, dice: E poi in Italia tutti voglio fare gli scrittori e nessuno legge più. Mi viene da rispondere: Dipende da con chi vai in spiaggia e invece chiedo solo: Ebbene, qual è il problema?

Credo che lo scrivere (provare a farlo, affinarsi nel farlo e via dicendo) avvicini alla buona-lettura più volte di quanto la lettura (pur essendo indispensabile) porti alla buona-scrittura. Non è questa, intendiamoci, una prerogativa della scrittura. Chi studia uno strumento musicale (a vari livelli) conosce, normalmente, la musica più di altri (di sicuro più del se stesso di prima delle lezioni di musica) fosse anche solo perché ha più occasioni e dedica alla musica parte del suo tempo ed energie. Vale lo stesso in tutti i campi.

Un ragazzino s’iscrive a un laboratorio teatrale perché vuole fare qualcosa d’interessante ovvero vuole sentirsi interessante, conoscere ragazze. Dopo un po’ sa chi è Carmelo Bene. Dopo un po’, dopo un bel po’, magari dopo essere andato lui stesso in scena, capisce Carmelo Bene.

In Italia non si legge più. Chi lo dice? Le statistiche credo, ma quanti di quelli che dicono che in Italia non si legge più, hanno studiato queste statistiche e quanti invece parlano per sentito dire, per luogo comune o peggio per sfoggiare una superiorità auto attribuita.

E quel “più” cosa significa, che prima si leggeva? E prima quando?

“In Italia tutti voglio fare gli scrittori e nessuno legge” pongo la stessa domanda di prima e in più: Chi lo dice che, proprio chi vuole fare lo scrittore faccia parte della schiera di quelli che, lo stiamo postulando, non leggono?

Ulteriori dubbi: Chi fa questo tipo di considerazioni, da quale pulsione è spinto sul pulpito? Se uno in spiaggia legge Flaubert o Tolstoj perché mai, invece di concentrarsi e godere appieno dell’opera, è così impegnato a guardarsi intorno e individuare i cattivi-lettori (attenzione non i non-lettori)?

Ci si può considerare superiori alla media solo perché si legge Flaubert, Tolstoj o Manzoni? Sì? Davvero? Per così poco?

Se è vero che in Italia non si conosce il teatro allora si dovrebbero incentivare i laboratori di teatro, anche se solo amatoriale, parrocchiale ecc…

Se  è vero che non si legge o non si legge bene, la soluzione non è certo dire “In Italia tutti vogliono scrivere e nessuno vuole leggere”. Spingere le persone che non leggono a scrivere, questo si dovrebbe, perché così cominceranno a leggere.

Io leggevo già prima di frequentare un laboratorio di scrittura, non sempre roba buona. Scriverò mai un capolavoro? Credo proprio di no, ma le mie letture sono migliorate.

Lo stesso mi è successo con il teatro. Come attore ero al massimo una buona spalla, ma ho conosciuto molte ragazze.

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